4.11.09

Giovedì 12 novembre: Presentazione di “La strega mascherata" di Colonel Duruti

Giovedì 12 novembre ore 18 @ Enolibreria da Jurka

Presentazione di “La Strega mascherata" di Colonel Duruti, edizioni Spartaco.

Saranno presenti l'editore Giovanni Lamanna e il traduttore Alessandro Bresolin.


A seguire aperitivo e buffet


Sinossi:
Il romanzo è ambientato nell’estate 1987, e si svolge quasi interamente in Italia, dove hanno trovato riparo i membri del Soviet dopo le loro eclatanti azioni di qualche settimana prima in Francia. Siamo nell’Italia della DC e del pentapartito, che usciva dagli anni di piombo, che leggeva Frigidaire e Corto Maltese. Il Soviet però non è nel belpaese per fare turismo, ma per incitare alla rivolta il popolo italiano. Per riuscirci i suoi membri hanno le idee chiare.
L’obiettivo delle loro azioni si chiama Carlo Laronda, ed è sorprendente come il Soviet abbia scelto con lungimiranza un personaggio simile: protetto dalla camorra, dal Vaticano, dalla DC, membro della loggia massonica P2, attivo in diversi settori: tessile, alimentare, ma soprattutto nelle costruzioni. Il Soviet sa che Laronda ha un grande cantiere al momento, grandissimo, a Campagna Lupia, dove sta costruendo una new town sul lato sud della laguna veneziana.
Il Soviet non ha dubbi, bisogna metterlo nelle condizioni di non nuocere più. In questo troverà il sostegno di alcuni compagni di strada italiani, come il Topo Bianco, parabola di una rivolta individuale che troverà un suo ruolo.
Dettaglio tutt’altro che secondario il romanzo La strega mascherata è dedicato e ispirato al pensiero di Yona Friedman, architetto, filosofo e artista ungherese, e alle sue riflessioni sull’urbanismo e sulla città.

Intenzioni dell’autore:
La Strega Mascherata rappresenta il secondo episodio della saga del Soviet, gruppo anarco-terrorista dalle spiccate doti artistiche. La serie è composta da cinque romanzi scritti a quattro mani da Yves Fremion ed Emmanuel Jouanne con lo pseudonimo Colonel Durruti. Il primo della serie è Ammazza un bastardo!, pubblicato in Italia dalle edizioni Spartaco nel 2007.
Lo stile adottato da Colonel Durruti può essere definito come un noir fantapolitico d’ispirazione situazionista, ricco di riferimenti reali al mondo della politica, dell’arte e della cultura. Ironia corrosiva e gusto per la provocazione sono tra le caratteristiche che contraddistinguono la scrittura di Colonel Durruti, che fin dal primo romanzo mostra di ispirarsi all’atto surrealista più semplice evocato da Andrè Breton: “Scendere in strada con il revolver in pugno e sparare a caso nella folla”.
Il ritmo di La Strega mascherata, come degli altri romanzi della serie, è incalzante, strutturato con un montaggio quasi cinematografico. Apparentemente i canoni del genere sono rispettati, in realtà Colonel Durruti li capovolge con la sua ispirazione sovversiva. Con il suo terrorismo surrealista, il Soviet vuol mostrare alla gente come non si debba temere capi e caporali che li circondano, facendogli capire che ribellarsi al marcio che vediamo intorno a noi è facile, basta volerlo. La parola d’ordine è il sabotaggio della società mercantile che paralizza e inibisce i desideri in nome del lavoro, del dovere, del senso di colpa.

Incipit:
Bologna, Ospedale Sant’Orsola, 3 maggio 1986, ore 18.40
«Allora, dottor Belloni?».
«Le analisi non portano da nessuna parte: nessuna traccia nelle urine, nelle feci o nel sangue. I bambini sono stati intossicati da una sostanza misteriosa. Conserviamo comunque una speranza...».
«Si?».
«Li abbiamo interrogati a lungo, e gli interni stanno stilando una lista di tutto ciò che hanno ingerito nelle ultime quarantott’ore. I resti dei pasti della mensa sono stati mandati in laboratorio per le analisi, ma non penso che ci possano essere di grande aiuto; i bambini che mangiano a casa accusano gli stessi sintomi degli altri. Resta una pista...».
Il dottor Belloni esitò come se temesse, con un’ipotesi troppo audace, di compromettere la sua recente promozione in ospedale. Infine si decise:
«Mi riferisco alla festa della scuola che si è svolta ieri. Hanno partecipato tutti gli allievi. Forse i biscotti... O le bibite... Cerchiamo. I biscotti non hanno avuto un gran successo, sembra; ma il caldo ha spinto al consumo di Fanta. Aranciata e limonata. Lavoriamo piuttosto su questo fronte. Tutti i piccoli ammalati sembrano aver bevuto della Fanta. Resta da verificare se anche quelli che sono sfuggiti all’intossicazione ne hanno bevuta, nel qual caso l’ipotesi non terrebbe più».
«Bene. Manderò degli uomini a interrogare i bambini che sono tornati a casa».
«Grazie, commissario. Questo ci farà guadagnare un po’ di tempo».
«Mi metterò in contatto anche con la scuola affinché vi spediscano le bottiglie di Fanta rimanenti e possiate, in questo modo, concludere le vostre analisi».
Bologna, via del Pratello, commissariato Due Torri, 3 maggio 1986, ore 21.03
Il commissario Garofalo era inquieto; da quando aveva ottenuto il posto a Bologna ne aveva viste di tutti i colori – furti, stupri, rivolte studentesche, tafferugli di ogni genere, risse sanguinose nelle osterie, tutto quello che componeva la quotidianità di uno sbirro in una grande città dove la gente aveva sangue caldo e spirito polemico. Ma questa storia dei bambini intossicati non gli piaceva affatto. Cinquantaquattro casi erano troppi, più che troppi... Soprattutto in una scuola religiosa, cosa che i miscredenti non avrebbero mancato di strumentalizzare. E il suo istinto di vecchia volpe degli affari sporchi gli diceva che qualcosa non andava; non somigliava alla banale storia di un’intossicazione alimentare, anche se l’istituto scolastico in questione, a dirla tutta, non era rinomato per la freschezza del suo rancio...
Quando squillò il telefono, due ore dopo la precedente chiamata del camice bianco, il commissario Garofalo aveva già messo sotto torchio quarantadue pregiudicati.
«Ci sono novità» disse immediatamente il dottore.
«L’ascolto».
«Dietilamide dell’acido lisergico, le dice qualcosa? Ne abbiamo trovato tracce nella bibita».
«LSD?».
«Esatto. In quantità abbastanza leggera da non provocare allucinazioni troppo... grosse... ma sufficiente per un’intossicazione».

29.10.09

Giovedì 5 novembre ore 20.30: Presentazione del libro “I DUE CERMIS” di Luigi Sardi

Giovedì 5 novembre ore 20.30 @ Enolibreria da Jurka

Presentazione del libro “I DUE CERMIS” di Luigi Sardi, edizioni Curcu&Genovese

Sarà presente l'autore.

“Perché un aereo da guerra americano abbatte una funivia? Perché è stato possibile un "gioco di guerra" che prevedeva di passare sotto i cavi del Cerniis? Perché si debbono allargare le basi militari e crearne di nuove aumentando il rischio di sciagure come quella del 1998 a Cavalese?

Il libro " I due Cermis " edito da Curcu&Genovese narra la prima sciagura, quella del 1976, dovuta allo sfruttamento fino oltre ogni limite, di un impianto di risalita e quella del "Predatore "Usa: 62 morti. Di frodo. Per la stupidità di qualche uomo. E ricordate Casalecchio, con quell'aereo senza pilota piombato in una scuola?”

LUIGI SARDI

Luigi Sardi, nato a Como nel 1939, è stato giornalista e inviato speciale del quotidiano “Alto Adige” dal marzo del 1959 all’agosto del 1998. Ha scritto con i giornalisti Gian Pacher e Mario Ferrandi “Gli anni delle bombe” edito dalla Seta di Bolzano; con altri autori “Sloi, incubo nella città” e “Sessualità, aborto e maternità nel Trentino”. Con Gigi Faggiani “Fassalaurina una valle di cemento”, con il giornalista della Rai Maurizio Struffi “Fermate quel giudice” e per Edizioni UCT “Sloi fabbrica dei veleni”.
Per la casa editrice “Curcu & Genovese” di Trento ha pubblicato nel 2001 “Delitti e misteri del Trentino”, nel 2002 “I due Cermis”, nel 2004 “Battisti, Degasperi, Mussolini - Tre giornalisti all’alba del Novecento” e nel 2005 “1915 Monti Scarpazi - Il Trentino nella Grande Guerra”

22.10.09

Lunedì 9 novembre ore 18: Presentazione di "Berlino"

Lunedì 9 novembre ore 18 @ Enolibreria da Jurka

Presentazione di “Berlino”, Zandonai editore

Sarà presente l'autore Ales Steger,

a seguire aperitivo, dj Set e inaugurazione della nuova Enolibreria da Jurka.


“La doppia traccia rosso mattone sull’asfalto si inerpica dal fiume, sale la gradinata accanto al Reichstag e, seguendo la complessa logica delle lotte di liberazione e dei negoziati, zigzaga in mezzo alla strada per salire poi sul marciapiede. Come se il Muro non fosse stato abbattuto, ma fosse semplicemente stato sepolto.”

E’ inutile provare a fissare le caratteristiche che, ad oggi, rendono Berlino una città unica e imprescindibile: qualsiasi tentativo di definizione sistematica è destinato a non centrare il bersaglio.
Come le istantanee, scattate da Aleš Šteger stesso, che scandiscono le pagine del volume, così questo libro si presenta come una sequenza imprevedibile di punti di vista, di soggettive nate all’incrocio tra storie, incontri, musiche e linguaggi, senza mai dimenticare che sono molti gli aspetti di una città che si possono capire unicamente rimanendo in una cucina a guardare fuori dalla finestra mentre si lavano i piatti. E nonostante Berlino sia una città smisurata che gioca a nascondersi in luoghi minimi, non è il minimalismo la cifra saliente di questo libro. Nell’anno trascorso a Berlino Aleš Šteger ha portato sempre con sé il suo sguardo poetico, ossia capace di raccogliere le immagini e di trasformarle attraverso le parole e i ritmi.
Tuttavia Berlino è un libro che potrebbe rientrare a pieno titolo in quello che il movimento situazionista chiamava psicogeografia, e non a caso si direbbe scritto seguendo le regole suggerite da Guy Debord per intraprendere una seria deriva urbana: «Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che sapete, ma in base a ciò che vedete intorno. Dovete essere straniati e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l'alto, in modo da portare al centro del campo visivo l'architettura e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari».

Aleš Šteger (1973) è uno degli interpreti più brillanti ed eclettici della nuova letteratura slovena e un protagonista della vivacissima scena culturale lubianese. Scrittore cosmopolita, traduttore, critico letterario, direttore editoriale, instancabile giramondo e organizzatore di eventi letterari, ha al suo attivo diverse raccolte di poesia, tradotte in varie lingue, e un racconto di viaggio. Affresco incisivo e al tempo stesso surreale di un ispirato flâneur, il suo Berlin si è aggiudicato in patria il premio Marjan Rožanc ex aequo per il miglior saggio 2007.


Info:
Matteo Zadra
ufficio stampa ZANDONAI
via del Garda, 32 38068 Rovereto (Trento)
mail: m.zadra@zandonaieditore.it
www.zandonaieditore.it

8.6.09

Festival IndieTrotutta! 12/13 giugno - Cso Bruno - Trento

Sei creativo? Suoni? Disegni o scrivi, ma non sai come autoprodurre il tuo lavoro ?
Questo workshop ti farà capire come fare dei limiti tecnici una virtù.
Saremo operativi dalle 17 alle 19 di sabato 13 giugno.
A cura di Enrico Sist e Sara Pavan ( Ernest virgola )

Per partecipare invia una mail con oggetto iscrizione workshop entro la mattina di sabato 13
segnando nome e cognome.

a fahrenheit451trentino@gmail.com

27.5.09

Festival IndieTrotutta! 12/13 giugno - Cso Bruno - Trento >>> Tpo - Bologna

Percorsi di indipendenza tra musica e fumetto



Più che un festival un nuovo esperimento collettivo che provi a mettere in comune esperienze, idee e percorsi diversi. Più che una fiera un nuovo spazio di sperimentazione culturale, artistica e musicale che metta al centro persone e realtà che vedono nell’autoproduzione e nell’indipendenza la strada da percorrere.
L’esperimento IndieTrotutta! è quello di far incontrare musicisti, artisti, fumettisti, etichette, editori, spazi sociali, persone mosse da passione, da un’idea, dalla capacità di seguire la propria strada. In questi anni di smembramento di ogni mercato c’è chi torna all’artigianato, non tanto nel tentativo di assecondare qualche tipo di operazione nostalgica, ma perché mette al centro gli individui e dà senso al proprio percorso ben prima di raggiungere qualsiasi meta.

La strada che da tempo abbiamo intrapreso è quella che cerca di legare diversi tipi di produzioni indipendenti - musicali, artistiche, culturali - favorendo percorsi di rete e di reciproca conoscenza. Abbiamo conosciuto in questi anni etichette provenienti da ogni angolo d’Italia, abbiamo avuto l’occasione di discutere con gruppi e artisti provenienti da ogni continente - condividendo con loro perplessità e sogni - siamo stati felici di ospitare fumettisti e redattori di fanzine. Da qui e da quello che siamo riusciti a immaginare abbiamo voglia di ripartire. Non vogliamo farlo da soli, ma con tanti altri compagni di viaggio.

IndieTrotutta! diventa così una due giorni all’interno della quale cercare di aprire alcune porte chiuse dall’interno, per uscire e per lasciar entrare.

Per uscire e guardarsi attorno. In primis facendo diventare questo festival un’esperienza costruita su due città - Trento e Bologna - e su due spazi sociali - il Centro Sociale Bruno e il Tpo -. E non è solo una questione geografica ma soprattutto di prospettiva, di un nuovo scenario di reti di autoproduzioni, di circuiti della musica e dell’arte indipendente, di nuove forme di socialità. Tutte da inventare, tutte da pensare - insieme - forse proprio partendo da queste due giornate.
E uscire significa anche cercare di capire cosa c’è fuori. E lo vorremmo fare attraverso una sorta di "inchiesta", che si snoda attraverso le reti informali di persone, luoghi, sensibilità che pulsano lungo centinaia di chilometri e centinaia di mail. Dischi e fumetti, tagliati e piegati a mano, concerti, co-produzioni, scambi e mailorder, laboratori hip hop, festival, fanzine e sale prove autogestite. Esperienze diverse, innovative, alla ricerca di nuovi nodi lungo i quali svilupparsi e grazie ai quali cambiare. Nei due giorni di festival ci piacerebbe raccogliere il maggior numero di idee e riflessioni rispetto a ciò che significa oggi indipendenza. Lo vorremmo fare aiutati da Radio Sherwood e Radio Kairos, espressioni di un modo di fare informazione, musica, cultura che interpreta in pieno lo spirito indipendente e autonomo.
Uscire e far entrare si diceva. Far entrare anche chi nei nostri territori lavora quotidianamente nei settori della cultura, della musica, dell’arte partendo dalle proprie passioni. Noi ci proveremo questa volta proponendo un "pacchetto", quello di IndieTrotutta!, già costruito, immaginato in questi ultimi mesi, chiedendo a chiunque voglia di portare qualcosa di suo, in una prima sperimentazione di rete, nella convinzione che questo tentativo non debba rimanere sulla carta ma trovare conferma nella pratica.

Iniziamo questo viaggio cercando altri con cui intraprenderlo.

Vedi il blog del festival di Bologna e Trento











IL PROGRAMMA DI TRENTO
12/13 giugno - Cso Bruno - Via Dogana 1 - vicino alla stazione FS -


> 12 giugno 2009

apertura ore 19

dalle 19.00

*ZU www.myspace.com/zuband
*RED WORMS FARM www.myspace.com/halleynation
*KOURGANE www.myspace.com/kourgane
*IN ZAIRE (GI Joe + Claudio Rocchetti)
www.myspace.com/gijoesucks / www.myspace.com/claudiorocchetti
*FANGO www.myspace.com/fangorock
*PICCOLA ORCHESTRA FELIX LALÙ www.myspace.com/felixlalu


> 13 giugno 2009


- Trento, Centro Sociale Bruno, apertura ore 17

dalle 21.00
*TEATRO DEGLI ORRORI www.myspace.com/ilteatrodegliorrori
*MORKOBOT www.myspace.com/morkobot
*VANDAL X www.myspace.com/vandalx666
*SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI www.myspace.com/supercanifradiciadespiaredosi
*N.A.N.O. www.myspace.com/ilnano
*POPPER

dalle 17.00

*FAI DA TE! (workshop)
laboratorio di autoproduzioni a cura di Ernest, www.ernestvirgola.blogspot.com

*TAVOLA ROTONDA
"Nuvole indipendenti: i fumetti oltre l'autoproduzione"
Alcuni rappresentanti del fumetto indipendente italiano si raccontano e raccontano le loro esperienze borderline tra autoproduzione e mercato. Dalle fotocopie diffuse a mano fino al libero download di storie attraverso internet, un evoluzione che ha portato a nuovi significati del termine "autoproduzione" e "indipendenza", spesso intrecciandosi con realtà editoriali dinamiche e innovative, fino ad irrompere con i propri stili e contenuti nell'alveo dell'editoria mainstream.
Partecipano:
Claudio Calia - Sherwood Comix www.sherwood.it/Sherwood-Comix-Festival-2008
Andrea Bruno – Canicola www.canicola.net/bruno.htm
Luca Vanzella - Self Comics www.selfcomics.com
Lorenzo Sartori - I cani http://arfarf.splinder.com/
Armin Barducci - Monipodio! www.monipodio.net
Il gruppo Ernest, www.ernestvirgola.blogspot.com

*CADAVERE SQUISITO
esperimento di fumetto improvvisato a più mani, sotto la guida di Armin Barducci (http://diariodeformato. blogspot.com)