16.5.10

Giovedì 20 maggio ore 21: Presentazione di "E' già sera, tutto è finito"


Giovedì' 20 maggio ore 21
Enolibreria da Jurka, Centro sociale Bruno

Presentazione di "E' già sera, tutto è finito", il romanzo di Tersite Rossi


Interverranno gli autori Marco Niro e Mattia Maistri.

A seguire dibattito con gli autori e il critico cinematografico Alberto Brodesco su giornalismo, partecipazione e narrativa come strumento per recuperare la memoria.


Il romanzo "E' già sera, tutto è finito" (ed. Pendragon) verrà presentato in anteprima il 16 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino ed ha ricevuto il plauso degli scrittori Massimo Carlotto e Stefano Tassinari.

Obiettivo della narrativa di Tersite Rossi, oltre al piacere letterario, è di coinvolgere più fasce di lettori al recupero della memoria di alcuni eventi della storia del nostro Paese (in particolare le stragi mafiose del biennio 1992-1993), dei quali il grande pubblico ha spesso ricordi frammentari o superficiali.

Unendo la precisione tipica dell'indagine giornalistica ad una spiccata vivacità narrativa (che a volte ricorda la New Italian Epic dei Wu Ming o il Noir Mediterraneo di Massimo Carlotto), l'opera di Tersite Rossi intende stimolare nel lettore una riflessione sulle piccole o grandi dinamiche politico-sociali che finiscono per condizionare la vita di ciascuno di noi.

Ulteriori informazioni: www.tersiterossi.it

31.1.10

Venerdì 5 febbraio ore 18: Presentazione di "Un anno fa domani"

Venerdì 5 febbraio ore 18 @
Enolibreria da Jurka


Presentazione
"Un anno fa domani" di Sebastiano Mondadori - Instar libri
Sarà presente l'autore intervistato da Giuliano Geri, editor di Zandonai edizioni.

Ambientato in una borghesia ricca e annoiata, Un anno fa domani si apre con un incidente d’auto in cui la moglie di Vittorio Congedo, medico affermato e protagonista della storia, muore.
Molti dubbi restano sulle dinamiche dell’avvenimento che trasformerà completamente la vita del dottore: oltre a scoprire un’inattesa eredità milionaria lasciata dalla moglie, infatti, molto presto Vittorio si risposerà con una giovanissima paziente dalla quale avrà una figlia.
Attorno a questo personaggio ossessionato e cinico si intrecceranno storie di sesso e amanti, denaro e lusso, di uomini imprigionati in un’infelicità dorata in cui la famiglia ha perso ogni valore consolatorio.
La vicenda, che alterna al racconto principale le immagini delle vite dei suoi protagonisti, si snoda su più livelli temporali, animando un brillante mosaico in cui la capacità di scrittura di Mondadori affonda la lama nelle ipocrisie dei nostri giorni.
Leggi l'incipit del libro


Sebastiano Mondadori

È nato a Milano nel 1970. Vive a Lucca.
Ha scritto i romanzi Gli anni incompiuti (Marsilio 2001 – Premio Regium Julii, Premio Fortunato Seminara, Premio Città di Meda, Premio Kihlgren), Sarai così bellissima (Marsilio 2002), Come Lara e Talita (Marsilio 2003), L'importanza delle pulizie. Commedia gialla con 25 disegni di Alessandro Trasciatti (Libratti 2008), e l’intervista-saggio La commedia umana. Conversazioni con Mario Monicelli (il Saggiatore 2005 – Efebo d’Oro), L'importanza delle pulizie. Commedia gialla con 25 disegni di Alessandro Trasciatti (Libratti 2008), Un anno fa domani (Instar Libri 2009).
Ha collaborato con «Magazine del Corriere della Sera», «Io Donna», «l’Unità» e «Nuovi Argomenti». È stato consulente editoriale di diverse case editrici. Ha diretto la casa editrice universitaria Cardano e la collana di saggistica “Ricerca” di Bruno Mondadori. Ha insegnato Cultura del viaggio al corso di laurea di Scienze del Turismo al Campus di Lucca.

21.1.10

Mercoledì 27 gennaio dalle 18: Giornata della memoria

Giornata della memoria

ore 18 @ Enolibreria da Jurka

Presentazione di Kapò di Aleksandar Tišma
Interverrà Giuliano Geri, editor di Zandonai Editore

(in fondo note sul libro e biografia dell'autore)


ore 20.30 Porrajmos:L'OLOCAUSTO NEGATO

testimonianze video, poesie e musiche con I Vagane Sinti per ricordare lo sterminio dei popoli zingari in collaborazione con AIZO

Dopo 71 ANNI dal promulgamento delle leggi razziali del periodo fascista, il Parlamento italiano riconosce la responsabilità della discriminazione avvenuta che portò ai campi di concentramento e all'olocausto. Ma oggi rom e sinti non sono più un popolo discriminato?
Con la partecipazione del gruppo musicale sinto "I VAGANE SINTI"



Kapò di Aleksandar Tišma, Zandonai Editore
www.zandonaieditore.it
Alla follia della distruzione che impera nel lager c’è chi si è adattato e ha accettato di ritardare la propria morte affrettando quella altrui: il kapò.
In questo straordinario romanzo Tišma descrive – con una potenza letteraria e un rigore documentario da togliere il respiro – la caparbia vitalità e la forza animalesca che consentono a Vilko Lamian, ebreo battezzato e assimilato, di sopravvivere a Jasenovac e Auschwitz cambiando identità e trasformandosi nel kapò Furfa.
Ora, dopo la guerra, tormentato dal ricordo dei suoi misfatti e dal terrore della vendetta postuma della storia, ma soprattutto ossessionato dalla figura di una delle sue vittime, Helena Lifka, si mette sulle tracce della donna, convinto che solo lei possa giudicarlo e magari assolverlo.
Tišma indaga qui –sollevandosi nettamente al di sopra di ogni contingenza e con una sensibilità lancinante nel registrare il frantumarsi dell’identità- ciò che resta di un uomo quando è costretto ad attingere alle sue estreme risorse, a scacciar via da sé ogni timore o senso di pietà. E la sua opera, uno dei capolavori della letteratura concentrazionaria, è prodigiosamente all’altezza del compito: ferisce, viviseziona, scuote le certezze, ci tiene all’erta contrastando l’oblio.
Alla follia della distruzione che impera nel lager c’è chi si è adattato e ha accettato di ritardare la propria morte affrettando quella altrui: il kapò. In questo straordinario romanzo Tišma descrive – con una potenza letteraria e un rigore documentario da togliere il respiro – la caparbia vitalità e la forza animalesca che consentono a Vilko Lamian, ebreo battezzato e assimilato, di sopravvivere a Jasenovac e Auschwitz cambiando identità e trasformandosi nel kapò Furfa.
Ora, dopo la guerra, tormentato dal ricordo dei suoi misfatti e dal terrore della vendetta postuma della storia, ma soprattutto ossessionato dalla figura di una delle sue vittime, Helena Lifka, si mette sulle tracce della donna, convinto che solo lei possa giudicarlo e magari assolverlo.
Tišma indaga qui –sollevandosi nettamente al di sopra di ogni contingenza e con una sensibilità lancinante nel registrare il frantumarsi dell’identità- ciò che resta di un uomo quando è costretto ad attingere alle sue estreme risorse, a scacciar via da sé ogni timore o senso di pietà. E la sua opera, uno dei capolavori della letteratura concentrazionaria, è prodigiosamente all’altezza del compito: ferisce, viviseziona, scuote le certezze, ci tiene all’erta contrastando l’oblio.

Aleksandar Tišma (1924-2003) è stato tra i più autorevoli e apprezzati scrittori della ex Jugoslavia. Originario della Vojvodina, regione da sempre mosaico di identità e culture differenti, può essere accostato ad autori del calibro di Danilo Kiš, Czesław Miłosz e Imre Kertész per la marcata sensibilità mitteleuropea che colloca le sue opere nell’alveo della grande letteratura del secolo scorso.
Di madre ebrea ungherese e di padre serbo, Tišma, scampato allo sterminio degli ebrei di Novi Sad, ha ambientato nella complessa e drammatica realtà del Dopoguerra alcuni tra i suoi romanzi e racconti più belli, dettati da una profonda riflessione sul significato della colpa, sul confine spesso labile tra vittime e carnefici, e che narrano storie di ordinaria efferatezza e di piccole pavidità umane. Ne sono testimonianza, oltre a Kapò, anche L’uso dell’uomo (Jaca Book, 1988) e Il libro di Blam (Feltrinelli, 2000). Tišma è noto inoltre al pubblico italiano per la raccolti di racconti Scuola di empietà (e/o, 1988) e per il suo romanzo Pratiche d’amore (Garzanti, 1993), storia di un gruppo di prostitute di Novi Sad.

16.12.09

Venerdì 18 dicembre: Reading teatrale di "Le meccaniche dell'infelicità"












Venerdì 18 dicembre ore 21 @ Enolibreria da Jurka

Presentazione con reading teatrale di "Le meccaniche dell'infelicità " di Pino Loperfido, edizioni Curcu&Genovese.

Sarà presente l'autore.


Sette giorni nella vita di Giacomo Andreatti, 48 anni, medico di base con l'hobby della scrittura che torna nella sua città, in seguito alla morte del vecchio padre. Sono passati venticinque anni e quel posto ha cambiato decisamente volto. Le attività economiche e politiche sono regolate da un'unica abnorme azienda-istituzione. La società è militarizzata, legalizzati gli stupefacenti, vietata ogni pratica sportiva, abolita ogni forma di imprenditoria privata. Ciononostante, ogni cosa è ammantata da una patina di apparente democrazia.

Giovedì 17 dicembre ore 15.30: incontro con Pierpaolo Capovilla, voce del Teatro degli Orroni. In collegamento da Genova: Don Andrea Gallo

17 dicembre al Centro Sociale Bruno si esibirà il Teatro degli Orrori. Sicuramente una delle band più interessanti del panorama musicale italiano. Nelle settimane scorse, durante le prime date del tour "A sangue freddo", oltre ad una grande attenzione per gli show della band si è venuta a creare una forte polemica attorno alla canzone "Padre Nostro" contenuta nel loro ultimo disco. In alcune della città toccate dal tour infatti la canzone è stata attaccata - soprattutto dal partito della Lega Nord - perchè definita sacrilega e un attacco alla religione cristiana.

Nel pomeriggio che precede il concerto ne vogliamo parlare con l'autore - Pierpaolo Capovilla - e con un intervento di Don Andrea Gallo - fondatore della Comunità di S.Benedetto al Porto di Genova -.


"A sangue caldo"

Affrontiamo un tema difficile. In un paese in cui religione e politica sono difficilmente separabili. In una società in cui la croce viene più spesso brandita come spada piuttosto che come simbolo di pace.

"A sangue caldo" è il titolo di questa breve intervista. E' il tentativo non retorico di riflettere sul contenuto del testo di una canzone. Questa canzone è "Padre Nostro", tratta dal secondo album del Teatro degli Orrori, "A sangue freddo".
Lo facciamo con Pierpaolo Capovilla e Don Andrea Gallo.

Giovedì 17 dicembre - ore 15.30
c/o Enolibreria da Jurka
Centro Sociale Bruno
Via Dogana 1, Trento